TOLFA - CENNI STORICI

Nella prolungata stagione degli incastellamenti vengono edificati castelli, abbazie fortificate ed altri abitati urbani in tutta l’estensione del territorio tolfetano: Tolfa Vecchia, Tolfa Nuova, Pian d’Angeli, Monte Cocozzone, Rota, Monte Castagno, Ferrone, Leopoli, Monte Monastero.

Tolfa Nuova (della quale sono visibili imponenti ruderi in località Tolfaccia) fu sottoposta al dominio di diverse signorie fino alla sua distruzione ordinata dal Pontefice Sisto IV nel 1471.

La prima immagine relativa alla Rocca di Tolfa Vecchia (la Tolfa attuale) è un disegno della Margarita Cornetana, riferibile al 1201, quando i tolfetani giurano la sottomissione a Corneto. Documenti precedenti registrano l’esistenza di presenze militari nel territorio: 1037 battaglia tra Guelfi e Ghibellini di Tolfa, Vetralla e Corneto; 1075 atto di ribellione alla Chiesa e conseguente danneggiamento dell’abitato tolfetano.
Nel 1471, dopo aver fatto distruggere Tolfa Nuova, il Pontefice Sisto IV fece trasferire le artiglierie nella Rocca di Tolfa Vecchia, e nei primi anni del XVI secolo, Agostini Chigi ne ordina il definitivo trasferimento a Porto Ercole e Talamone dove si trovano tutt’ora.
In un territorio finalmente pacificato la Rocca perde definitivamente la sua funzione difensiva ed il poeta neoclassico Annibal Caro, in un suo sonetto del 1530, la definisce “un pezzo di sfasciume”, anche se gli appaltatori delle miniere di allume, per secoli ancora, verranno insigniti del titolo di Castellani della Tolfa dalla Reverenda Camera Apostolica.

Veduta di Tolfa dalla Rocca
Panorama dalla balaustrata

Si dette così origine al nuovo paese di Tolfa che si adagiò sulle falde dei monti con la costruzione dell’ospedale, di palazzi signorili e di numerose chiese e monasteri. In sostanza Tolfa visse il suo grande sviluppo urbanistico, demografico ed economico sino alla tragedia del 1799. In tale anno la Rocca salvò la vita ad alcuni tolfetani che rifiutarono di arrendersi all’esercito della Repubblica Francese, guidato da Napoleone Bonaparte, che aveva conquistato Tolfa. Quelli che consegnarono le armi furono fatti fucilare dal generale francese Merlin.
La torre è stata ricostruita nel corso degli anni Trenta e negli anni Cinquanta vi fu installato un ponte radio.

Dalla balaustrata di Piazza Vittorio Veneto si può ammirare un ampio panorama sulla vallata sottostante, dove scorrono il fiume Mignone e i suoi affluenti e scorgere il Borgo di Rota. Sulla stessa piazza sorge il Palazzo Comunale, edificio di metà ‘800 nato come seminario della diocesi di Civitavecchia, ma mai adibito agli scopi per cui era nato a causa degli eventi storici.

Palazzo comunale

I ruderi della Rocca di Tolfa si raggiungono solo a piedi seguendo una stretta e ripida stradina che parte dalla piazzetta del borgo medievale. La rocca fu costruita al tempo degli incastellamenti su di un’aspra altura della quale si gode un ampio e stupendo panorama.

Ai piedi della rocca, di fronte alla chiesa di Sant’Egidio è sito il Palazzo della Ragione che fu sede baronale nel periodo medioevale. La Torre dell’Orologio, elegante e armoniosa, si erge in via dei Torrioni sotto la rocca e fu costruita nel 1602 alle spalle del Vecchio Palazzo Comunale.

La piazza Vecchia (Piazza G. Matteotti), circoscritta da edifici di un’epoca ormai lontana e dalla storica Fontana costruita nel 1888, è la piazza più antica del paese. Fino agli inizi del 1900 in tale piazza i braccianti agricoli si radunavano in attesa di assunzione al lavoro.

Stradina che porta ai ruderi del castello
Ruderi del castello

In prossimità del Km 42 della via Braccianese Claudia, (venendo da Bracciano) su di un’altura a sinistra, sorge il Borgo di Rota da dove si domina l’intera vallata del Fiume Mignone. All’interno del borgo, il Palazzo Baronale che fu edificato attorno al 1650 da Marchese Cesare Baldinotti.

CHIESA DI S.EGIDIO

In origine una piccola chiesa medievale che affacciava sulla piazzetta del borgo, di fronte al palazzo baronale, è l’edificio tolfetano che più ha assorbito i ricavi della produzione dell’allume. Subì continui rifacimenti e ingrandimenti e nel 1588 Sisto V la elevò a collegiata. Originariamente ad una sola navata fu portata a tre navate dall’architetto Fra Michele da Bergamo, lo stesso che ha eretto il Convento dei Cappuccini.

Interno della chiesa di S.Egidio nel periodo natalizio
Chiesa collegiata di Sant'Egidio
La chiesa della Rocca

LA CHIESA DELLA ROCCA

Anche questa struttura medievale ha subito numerosi rifacimenti. Proprietà della Reverenda Camera Apostolica, come il castello, viene descritta in modo particolare nel Catasto Generale delle Tenute delle Allumiere. Nel piccolo appartamento contiguo alla chiesa hanno vissuto per molti anni degli eremiti.

LA CHIESA DELLA SUGHERA

Dopo la scoperta dell’allume, il primo Santuario-Convento edificato nella zona fu quello della Sughera. Era il 1 Novembre 1501 quando due tolfetani intenti ad effettuare una battuta di caccia, trovarono su di un’albero un quadro con una Madonna dipinta. Il giorno dopo l’immagine fu portata in processione nella chiesa della Misericordia di Tolfa (oggi dell’Unione Sportiva). Secondo la tradizone locale l’immagine durante la notte ritorno’ miracolosamente sul luogo del ritrovamento. Agostino Chigi il Magnifico, allora appaltatore delle miniere di allume, ordino’ di creare una cappella provvisoria, in attesa di costruirvi una grande chiesa con annesso convento terminate successivamente nel 1523.

Chiostro del Convento dei Padri Agostiniani
La chiesa della Sughera
La chiesa dei cappuccini

LA CHIESA ED IL CONVENTO DEI CAPPUCCINI

Nel 1621 in questa zona arrivarono i frati cappuccino i quali costruirono il loro convento sopra una amena collina che da allora prese il loro nome. Il convento e la chiesa (che fu dedicata a S. Francesco d’Assisi) furono terminate in un periodo alquanto breve e vennero consegnati ai padri francescani dal Vescovo Sebastiano De Paolis il 28 ottobre 1630. Per piu’ di due anni, verso la fine del 1600 vi fu ospite San Crispino da Viterbo, il quale svolgeva le mansioni di aiuto cuoco. I cappuccini riasero nel convento fino al 1968.

Il chiostro del convento dei cappuccini

IL PALAZZO DELLA RAGIONE

Il Palazzo della Ragione era probabilmente il palazzo baronale di Tolfa Vecchia nel medioevo poiché affacciava sulla piazzetta del borgo davanti alla chiesa parrocchiale. In realtà Tolfa Vecchia era un condominio e quindi non aveva un barone. Senza meno è stata l’abitazione di Pietro e Ludovico Signori di Tolfa. Nella ristrutturazione, nel corso del 1900, è stato aggiunto un piano alla costruzione originaria.

Interno di Palazzo Buttaoni

PALAZZO BUTTAONI

I Buttaoni, ricca e potente famiglia tolfetana del ‘700, fecero costruire il loro palazzo come una specie di gemello del cinquecentesco Palazzo Panetti costruito 200 anni prima sul versante nord del crinale.  Gli accessi superiori dei due palazzi distano pochi metri l’uno da l’altro.

A Domenico Buttaoni 1757 – 1822 Vescovo di Fabriano e Matelica dobbiamo fra l’altro, la traduzione in volgare dello Statuto di Tolfa del 1530.

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