I MONTI DELLA TOLFA - NATURA E TERRITORIO

Un ambiente antico e selvaggio a 70 Km a nord di Roma, dove si nasconde ancora lo spirito agreste e pastorale del Lazio pre Romano e pre Etrusco

Dove il Tirren piu’ dolcemente ingolfa, fra il Mar di Pyrgi e i lidi di Traiano, svettano in alto i Monti della Tolfa e l’ampio territorio tolfetano…

Sviolinar non vorrei la vecchia solfa, dir che fu paria e culla di Dardano, che’ troppo greve sarebbe la soma! Progenitor saremmo..d’Ilio e..Roma!

Ballilla Mignanti (poeta e scrittore).

Il vasto complesso di basse colline che scendono verso il mare, dal profilo tondeggiante e ricoperti di pascolo e macchia mediterranea, costituiscono il biglietto da visita dei Monti della Tolfa. E’ una tipica area del Preappennino Laziale, in Provincia di Roma e comprende anche parte della Provincia di Viterbo. Il territorio riveste enorme importanza naturalistica dovuta alla particolare posizione geografica poiché si trova al centro della penisola dove il clima continentale si incontra con quello mediterraneo.

Il clima, di tipo mediterraneo umido con zone a clima temperato, è continuamente mutevole e ha importanti variazioni microclimatiche. Tale situazione ha favorito la biodiversità con presenze floristiche e faunistiche abbondanti.

E’ eccezionale la ricchezza dei carnivori tra i mammiferi e dei falconiformi tra gli uccelli con specie rare e in pericolo di estinzione. Notevole è la presenza di rettili, anfibi, insetti e vari gruppi floristici.

Tolfa ed il territorio agreste
Tomba etrusca in localita' "Grottini"

I Monti della Tolfa hanno origine nell’era Terziaria in seguito al sollevamento di enormi masse trachitiche ed hanno visto con alterne vicende la presenza umana durante tutto il corso della storia. Venendo da Bracciano sulla Strada Braccianese Claudia si possono incontrare i primi insediamenti che risalgono all’età Neolitica, cosi come le testimonianze della civiltà Etrusca risalenti al VII secolo A.C. Le principali necropoli con tombe scavate nel tufo sono state rinvenute in località Ferrone-Grottini e su tre altipiani (Castelline) denominati Pian Conserva, Pian de’ Santi e Pian Cisterna.

I centri abitati etruschi continuarono a sussistere anche nei secoli successivi come attestano resti di costruzioni, frammenti di vasi, lapidi e monete di epoca imperiale.

Le fondamenta di un tempio etrusco-romano sono state rinvenute in località Grasceta dei Cavallari. Ville d’epoca romana sono sparse in varie parti del territorio. Forum Clodii, della Prefettura Clodia, probabilmente era al centro di questa zona, detta “dei nove villaggi”. Del periodo che segue la caduta dell’impero romano non si hanno notizie certe, ma, con molta probabilità la zona continuò ad essere popolata.

E’ anche possibile raggiungere le prime propaggini di queste colline attraverso la Via Aurelia o l’autostrada A12 (uscita S.Marinella/Santa Severa), che dopo breve assumono repentinamente l’aspetto dei monti con Rio Fiume, che scorre incassato tra strette valli ricoperte dalla tipica macchia mediterranea la quale assume diverse tonalità di luci e colori con il cambiare delle stagioni. Tipica della primavera è la fioritura dei siliquastri (alberi di Giuda) con appariscenti chiazze purpuree che spiccano tra il verde degli alberi e il giallo delle ginestre, mentre in autunno il paesaggio diventa affascinante per il colore giallo e rosso degli aceri.

D’obbligo una fermata al fontanile dello Stazzalone (cosi chiamato per lo stazzo in cui s’incontravano i pastori) prima di attraversare faticosamente due tornanti montani scavati tra lastroni di sedimenti calcarei e attraversare Campo Roscino (cosi chiamato per la terra rossa) e la pietrosa pianura delle Pantanelle dove in una natura incontaminata pascolano ancora le tipiche vacche maremmane e scorrazzano cavalli e puledri allevati allo stato brado.

Pascolo brado
Fontanile dello Stazzalone
Area naturalistica

Superato lo spartiacque, il paesaggio muta e i Monti, ricoperti da secolari boscaglie cedono a un susseguirsi di colli e di declivi verdeggianti.

All’altezza del Km 17, sulla destra è possibile, attraverso una stradina sterrata, raggiungere la sorgente del Bagnarello, acqua termale bicarbonato-alcalina, miracolosa per le malattie della pelle e i reumatismi, raccolta in due vasche rudimentali, resa famosa dal pittore inglese Joseph Severn.

La sorgente e le vasche del Bagnarello

Per ulteriori informazioni si invita il lettore a visitare il Progetto Life Monti della Tolfa.

PROGETTO LIFE
MONTI DELLA TOLFA

keyboard_arrow_up